Home Attualità Disabile al 100% diventa maggiorenne durante coronavirus, l’Inps sospende l’invalidità: doveva fare una nuova domanda

Disabile al 100% diventa maggiorenne durante coronavirus, l’Inps sospende l’invalidità: doveva fare una nuova domanda

Di la redazione

A Trevignano insieme alla sua famiglia risiede il giovane Marcello, disabile al 100% sin dalla nascita, una disabilità per cui il ragazzo percepisce ogni mese una indennità, meglio nota come “invalidità di frequenza”. Al compimento della maggiore età, lo scorso ottobre 2019, l’indennità che fino a quel momento gli era stata riconosciuta viene sospesa. La famiglia, ignara della vicenda, apprende la sospensione dal mancato accredito. Il Signor Giuseppe, papà e tutore di Marcello, si rivolge a Il Messaggero chiedendo maggiore chiarezza sulle modalità dei rinnovi, rese più complicate dal periodo d’emergenza Coronavirus, ma sui quali procedimenti interverrebbe l’ultimo decreto vagliato dal governo.

APPROFONDIMENTI
Interpellato sulla vicenda, l’ente Inps ritiene la regolare procedura di visita medica indispensabile ai fini del rinnovo, ma nel contempo si impegna per il singolo caso, a considerare la possibilità di valutazione di una domanda di invalidità su base documentale. «Noi non eravamo a conoscenza di questo iter, altrimenti avremmo fatto domanda di rinnovo per tempo, prima che mio figlio divenisse maggiorenne», racconta il signor Giuseppe che, in cerca di spiegazioni, comprende sia dal patronato a cui si è rivolto e sia dall’Inps, che l’indennità è stata sospesa e che al suo posto sarà riconosciuta la cosiddetta “invalidità civile”. Il tutto come al solito previo visita medica.
La prima visita assegnata al ragazzo è a Gennaio 2020, ma nell’ambito della stessa, a Marcello viene riconosciuta solo la Legge 104. Al primo incontro dovrà seguire una seconda visita utile, che viene fissata al 31 marzo 2020. Nel momento in cui la seconda visita è stata prenotata, il Paese non era ancora di fronte alla situazione emergenziale da Covid-19, ed è per questo che a ridosso del 31 marzo, alla famiglia di Trevignano viene comunicata la sospensione della suddetta visita a data da destinarsi. Dall’ufficio relazioni dell’Inps, giunge la dichiarazione preceduta da un’attenta disamina fatta sul caso di Marcello. Le parole che arrivano dall’ente, chiariscono i tempi di presentazione delle domande e saranno utili ad altre famiglie che vivono medesime situazioni, a prendere nota delle modalità necessarie per affrontare il procedimento di rinnovo nei giusti tempi. «Ho ritenuto giusto chiedere spiegazioni, perché ho letto che l’ultimo decreto rende possibile l’immediato rinnovo delle indennità», afferma papà Giuseppe che, sfogliando il giornale, ha appreso della possibilità che i sostegni possano essere rinnovati in modo automatico.

LA RISPOSTA DELL’INPS AL SIGNOR GIUSEPPE
«L’indennità di frequenza è un beneficio che viene riconosciuto ai minori che si trovano in determinate condizioni di inabilità e viene erogata fino al compimento del diciottesimo anno di età. Dopo il compimento della maggiore età, l’indennità di frequenza cessa, ma sussistendo determinati requisiti sanitari si può ottenere la pensione di invalidità civile. La norma (comma 5 dell’art 25 della Legge 114/2014) prevede che, se nei sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età venga fatta la domanda di pensione di invalidità, l’indennità di frequenza continui a essere provvisoriamente corrisposta anche dopo il compimento dei 18 anni, fino alla visita che accerti il permanere del grado di invalidità che dà diritto alla pensione.

Nel caso segnalato, la domanda di pensione non è stata fatta nei sei mesi antecedenti al 13 ottobre 2019, giorno del compimento del diciottesimo anno di età del ragazzo, per cui da novembre 2019 l’indennità è stata sospesa. La domanda di pensione di invalidità è stata presentata successivamente, il giorno 11 dicembre 2019. La visita fissata non ha potuto ancora avere luogo per le note vicende legate al virus Covid-19. La visita effettuata il giorno 8 gennaio 2020 non può essere considerata come visita ai fini del riconoscimento della pensione. Aveva come finalità quella di revisione dell’handicap.

La visita per la concessione della pensione accerta invece l’esistenza di uno stato invalidante che comporti la perdita della capacità di lavoro per una percentuale superiore al 74%, che è il requisito minimo per l’erogazione della pensione di invalidità. Da quanto sin qui descritto, appare evidente che si tratta di un caso singolo, che sarà adesso sottoposto all’esame del servizio medico legale territoriale, per valutare la possibilità di una definizione della domanda di invalidità su base documentale».

 

fonte: Il Messaggero

 

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